I blocchi energetici e il dolore che essi riverberano sul fisico e sulla psiche, sono la parte più importante che un floriterapeuta professionista deve evidenziare nel colloquio con il cliente.

Quando si parla di Fiori di Bach, non si sta parlando solo del bambino che deve mettere il primo dentino, oppure del trauma del primo giorno di scuola, o di un periodo di ansia da stress.
E’ vero che sono importantissimi anche questi eventi, ma i nostri corsi sono mirati a formare dei floriterapeuti che siano in grado di scandagliare l’animo umano, di capire che ci sono delle aree che sono così intime da essere difficile esporle a volte anche solo a se stessi, figuriamoci ad un estraneo, pur che sia un professionista consigliato dall’amica del cuore.
Potremmo avere a che fare con persone che hanno dei traumi così profondi da essere difficile portarli alla luce, perchè il dolore, la sofferenza di guardarli nuovamente in faccia può diventare insostenibile.
Ho visto persone che si reputano floriterap euti dare essenze come Agrimony al primo acchito, senza aver preventivamente effettuato un piano di sostegno ad un IO così destrutturato da non essere nemmeno visibile. Così si rischia di annientare la persona, invece che aiutarla.
Una mamma troppo premurosa, che può sembrare “perfetta” può invece rivelarsi un genitore che soffoca la sua creatura, che non le lascia lo spazio vitale per crescere psicologicamente e strutturare la sua personalità, in quel caso vanno offerti i fiori anche al genitore, non solo al bimbo.
Possono presentarsi anche figli che “soffocano”il genitore anziano e anche qui i fiori andrebbero dati anche al figlio, per aiutare l’anziano a essere libero di decidere della sua vita, di avere ancora voce in capitolo.
Ma ogni caso è un mondo a se, ed è qui che risiede la vera forza del floriterapeuta formato nel modo giusto. Il saper discernere caso per caso, il saper ascoltare, vedere, percepire anche nel più piccolo gesto, nella sfumatura della frase, nelle parole pronunciate, il dramma interiore dell’individuo che ha di fronte, che è unico e specifico, da non confondere con nessun altro.
Bach non si preoccupava solo delle piccole cose, (che per altro possono poi presentare anche grosse sfumature, se andiamo a vederle sotto un ottica di umanità e dolore), ma lavorava su persone che avevano grandi aree di dolore. Pensiamo solo alla “spagnola” la grande influenza che sterminò vite più di ogni altra malattia. Bach ne evidenziò la componente fobica della paura e aiutò moltissime persone ad uscire da quella situazione, che per altro era fisica, solo con un lavoro mirato sulla paura personale di ognuno. E il risultato fu così stupefacente che ricevette persino una onorificenza.
E’ un dato di fatto che se non si è medici, non si può lavorare con la medicina allopatica, e non ci si può sostituire al medico, ma lo si può affiancare efficacemente, aiutandolo a fare si che la cura venga metabolizzata in modo positivo, aiutandolo a gestire la parte animistica della persona, lavorando sulla sua parte emozionale, cosa che l’allopatia purtroppo non fa.
Ecco dove si pone la nostra professionalità: in quel campo dell’animo umano che fa capo a tutte quelle sensazioni, alle emozioni, ai sentimenti, alle paure.
Non per nulla i nostri corsi non sono il mero libretto di istruzioni sui fiori di Bach che potete trovare in tutte le librerie, o su internet.
Qui si parla di una lavoro molto più profondo, sottile, di aiuto nelle dimensioni intime del nostro cliente, che a volte ha già fatto un immenso sforzo per presentarsi in studio, e richiede professionalità, comprensione e ascolto.

l blocco energetico, lo sappiamo si ripercuote sul fisico dando dolore nella parte del corpo dove somatizza ma soprattutto dando dolore alla psiche, toccando sensazioni e sentimenti e provocando un corto circuito interiore. Di qui nasce ogni tipo di malessere.