Le abitudini sono solo abitudini oppure sono dei veri e propri rituali? La differenza è proprio impercettibile

Ci sono persone che sono così abitudinarie da essere quasi ”scontate”.

Conoscete sicuramente qualcuno che è abitudinario al punto che sapete già quale sarà il movimento successivo a ciò che sta facendo in quel momento:

Se telefona, alla fine appoggia il cellulare nello stesso preciso modo, dice la stessa frase,  e poi fa gli stessi gesti.

Quando si lava le mani appoggia sempre il sapone in un certo modo, si lava in un modo particolare, sempre uguale, si asciuga con una certa cura e appende la salvietta in un certo modo. Di norma sono persone pignole e scrupolose che sembrano tenere particolarmente ad un certo “ordine nelle cose”.

Entra al bar la mattina e fa le stesse identiche cose, ogni mattina giorno dopo giorno e, se per caso qualche cosa si frappone a queste abitudini, lo vedi rimanere spiazzato, come se non sapesse più cosa fare…..

Ricorda quei bambini che ripetono la poesia a memoria e che se una parola salta ricominciano da capo per prendere di nuovo il “giro giusto”.

Non tutti gli abitudinari sono così, ma ci sono persone che non si discostano proprio mai dalle proprie “formula” già utilizzate.

Ora, se cominciamo a guardare queste persone sotto un punto di vista diverso, potremmo dire che la loro vita è sancita da “rituali precisi”. Quei rituali sono la loro ancora di salvezza, in quanto, anche se fanno finta di essere decisi, sono persone insicure che non vogliono sbilanciarsi in nessun modo. Hanno gestito quell’azione, quella situazione, quella telefonata, quell’attimo sempre nello stesso modo perché in giorno, in quella situazione hanno agito così e si sono trovati bene ed ora pensano che cambiando il loro modus operandi non sono in grado di prevedere come può andare a finire…. Potrebbero anche perdere la propria sicurezza e finire per farsi sfuggire la situazione di mano.

Si affidano, in pratica al rituale già provato più e più volte e che non li ha mai delusi (o per lo meno , pensano loro, poteva andare peggio) e non hanno alcuna voglia di provare a vedere se una azione diversa può essere la migliore in quella determinata situazione, solo ed esclusivamente perché hanno paura della novità, del nuovo.

Quel modus operandi è quindi anche una sorta di “portafortuna”, come quando tifate per la vostra squadra del cuore e pensate che quel rituale, quella maglietta, quella situazione sia un portafortuna per la vostra squadra. Loro si comportano così, sempre allo stesso modo nelle varie fasi della giornata ed in ogni situazione della propria vita e magari sono proprio quelli che quando si parla di rituali, di portafortuna o cose simili ti rispondono che “queste cose non esistono” facendo la figura di essere le persone più razionali della terra.

Invece sono i primi a non voler rischiare, a non voler razionalizzare e a non voler utilizzare alcuna logica se non quella del “già vissuto in quel modo e visto che è andata bene manteniamo lo stesso form.”

Daniela Spachtholz – insegnante di Enneagramma . lo studio delle nove personalità. Cerca il corso professionale nel sito www.scuolaoo.it