Nemmeno abbiamo l’idea di quanto potere possa esserci nella parola che si pronuncia nel contesto della giornata, figuriamoci se conosciamo in realtà e fino in fondo quanto potere possano avere i Mantra.

Cominciamo con chiarire che la parola di per se stessa ha un notevole potere sulle nostre menti e sulle menti di chi ci sta accanto.

Una parola detta in un certo modo può assumere un potere differente che se pronunciata in un altro modo o con un timbro di voce diverso.

Di per se la parola aveva, soprattutto presso i nostri antenati che ne capivano un po’ di più di noi delle energie, un immenso potere. Essi si erano accorti che la parola influenzava l’energia della persona, sia di quella che la pronuncia che di quella che la ascolta.

Una parola può modificare la nostra vita in quanto può fare in modo che noi prendiamo una decisione piuttosto che un’altra, modificando, appunto, tutto il cammino della vita.

Inoltre la parola spesso ha più di un significato. Gli antichi davano ad ogni parola almeno quattro significati: quello essoterico (percepibile a tutti, il significato materiale della parola), il significato esoterico (il significato nascosto, quello energetico e meno materiale), il significato intimo della parola (che corrisponde alle impressioni che la parola stessa forma nell’animo di chi la ascolta) e il significato misterico (che riprende ogni tipo di simbologia, energia ed il significato più intimo che sottende la parola stessa).

Noi oggi abbiamo perso tutto questo e pensiamo alla parola solo come “positiva” o “negativa”, se mai dovessimo darle un senso, e questo giudizio spesso è determinato dall’inflessione della voce nel momento in cui la si pronuncia.

E purtroppo questo modo di percepire la parola ha tolto la possibilità alla nostra mente, al nostro spirito ed alla nostra energia di poter approfondire ogni mistero attorno a noi, abbiamo smesso di comunicare l’energia ed il mistero della vita, abbiamo inaridito la parola rendendola un semplice mezzo di comunicazione di idee, come fossimo delle semplici macchine parlanti.

Abbiamo portato la nostra parola ad essere un ammasso di lettere che si susseguono e che a seconda della sequenza vengono codificate dal cervello per intendere ciò che l’altro vuole comunicarci del mondo reale. Mi sorprende che ancora esistano parole come “Amore” “felicità” “gioia”, che comunicano sentimenti o sensazioni e che sono quindi nomi astratti, perché sembra che oggi l’astrazione non sia più capita o codificata dal cervello che cerca solo logica e materia.

Beh, se leggiamo i giornali possiamo capire come queste parole siano al giorno d’oggi proprio solo parole e per molti non abbiano più un vero significato.

Peccato, perché in effetti la parola è nata per comunicare ben altro: non certo il mondo materiale che è visibile agli occhi per cui non servirebbe enunciarlo, ma per comunicare delle “ENERGIE” che stanno dentro e fuori di noi.

Moltissimi millenni fa, e i nostri storici non hanno nemmeno l’idea di quanti, l’uomo scoprì che non esisteva solo un mondo esterno, di cui non aveva bisogno di parlare in quanto già chiaro davanti agli occhi, ma esisteva qualche cosa che non era possibile definire se non con il proprio stesso suono.

In quel periodo non esisteva la parola in quanto l’uomo comunicava con la telepatia, ma quei suoni, se riprodotti con la bocca, o anche solo con il pensiero, portavano un grande beneficio alla persona ed alle cose intorno a lui.

Questi suoni riproducevano il “rumore” fatto dalle energie quando percorrevano un particolare punto (fuori o dentro l’uomo) che doveva “tornare in armonia” con il cosmo.

Nacque così il mantra ed il primo Mantra sembra sia stato proprio l’”OM”. L’energia nel passare in un certo punto del corpo, e ristabilendone l’ordine cosmico suonava proprio in quel modo “OMMMMMM”.

Anche gli altri Mantra derivano da queste visualizzazioni, ed è per questo che i mantra sono molteplici, proprio perché ogni suono riscontrato può modificare qualche problema dentro di noi, può aiutarci a ristabilire il benessere psicofisico, l’omeostasi e la serenità.

Vi sono in Oriente infiniti commentari sui vari mantra ed ogni mantra è l’assemblamento di alcune particolari lettere/suoni, i quali assemblati appunto in un modo particolare portano un certo beneficio, ed assemblati in un modo diverso portano un beneficio diverso.

C’è ad esempio l’Om Mani Padme Hum”, il mantra delle sei sillabe, penso sia il più conosciuto, che non ha una vera traduzione (poi ho visto che alcuni l’hanno tradotto, ma oltre alla sillaba Pad-Me che significa fiore di loto, una vera traduzione delle altre sillabe non esiste), di cui ho studiato molteplici commentari e, dato che in realtà il mantra riprende semplicemente un suono per riequilibrare quell’energia particolare dentro di noi, ognuno ha avuto modo di esprimere una propria libera interpretazione al mantra stesso a seconda dei benefici che ne ha ricevuto.

Il mantra delle 6 sillabe riattiva l’energia dell’amore incondizionato che risuona nel chakra del cuore, dove la filosofia tibetana fa risiedere anche la “mente”. Infatti mente e cuore dovrebbero lavorare sempre insieme ed in armonia, perché nessuna delle due prenda il sopravvento sull’altra e si instauri un perfetto equilibrio. Solo così, dice la filosofia orientale, si può attivare la giusta via di mezzo, quella che porta al “corpo di Luce”.

Anche la scrittura che conosciamo oggi ha delle origini simili. Oggi sappiamo che i primi mantra furono scritti in Sanscrito ed in Pali, ed invece alcuni grandi Maestri contemporanei hanno fatto delle ricerche molto approfondite nelle antiche biblioteche ed hanno scoperto che prima di quelle scritture  vi furono la lingua di Oddiyana e prima ancora la lingua delle Dakini. Si parla però sempre di scritture utilizzate nei tempi dopo il diluvio, mentre prima ancora vi furono altri tipi di scrittura.

In ogni caso tutte queste scritture derivavano dalla posizione delle varie energie e dai loro corrispondenti suoni.

Oggi invece anche la scrittura non ha più lo stesso valore di una volta, ma di questo, della scrittura e delle sue deformazioni, parleremo una prossima volta