Secondo la medicina tibetana, i chakra sono un po’ diversi da come se ne parla qui in occidente riferendosi alla tradizione Indiana.

Innanzitutto dobbiamo dire che in tutte e due le tradizioni i Chakra sono considerati come “ruote energetiche” che trasportano l’energia (prana) dall’esterno all’interno del nostro corpo.

Il prana non è solo energia positiva, ma tutta l’energia che aleggia attorno a noi, e che è formata da ogni tipo di energia che si è accumulata in quel luogo.

Possiamo quindi verificare che in un luogo c’è energia più positiva o pulita di un altro luogo e che l’energia che entra in noi è, di norma, quella che sta nel luogo dove siamo in quel momento.

Dunque se stiamo a lungo in un luogo dove l’energia è negativa, anche dentro di noi l’energia che si formerà sarà negativa?

Il discorso è più complicato di quanto si pensi.

Ci sono delle eccezioni e delle modalità da conoscere prima di cadere in una sorta di giudizio agglomerato e caotico.

Dobbiamo innanzitutto dire che accumuliamo dall’esterno solo quell’energia alla quale siamo più connessi.

Se una persona è connessa con energia bassa, sarà più facile che assorba energia bassa, piuttosto che energia alta. Si troverà bene in un ambiente dove l’energia è alla sua portata e si troverà in difficoltà qualora si trovasse in un ambiente con energia più alta.

Stessa cosa dicasi per una persona che è in relazione con una energia alta. Sarà infastidita dall’energia “bassa” e cercherà di connettersi con la poca energia “alta” che trova nell’ambiente, qualora questo fosse intriso maggiormente di energia bassa.

Quindi dobbiamo partire dal presupposto che non attingiamo energia diversa da quella a cui siamo maggiormente legati.

Però se la nostra mente cambia, se cominciamo a interessarci a determinati argomenti che innalzano la nostra energia interiore, allora saremo più attratti da ambienti in cui prima potevamo sentirci a disagio.

Ciò che veramente fa la differenza è la nostra consapevolezza, che cambia la mente la quale, a sua volta, cambia lo stato armonico del nostro livello di energia interiore.

I chakra di norma, si adeguano a questo e filtrano solo l’energia che il nostro corpo richiede.

A volte i passaggi mentali dovuti alla consapevolezza sono impercettibili ad occhio nudo e quindi si pensa che sia l’energia che immettiamo nel nostro corpo a fare la differenza dentro di noi: “Ultimamente sono più a contatto con persone positive, e mi accorgo che la mia energia è più positiva” questo non succede per il fatto di essere a contatto, ma perché, frequentando persone diverse, stiamo cambiando la nostra consapevolezza.

Lo stesso ragionamento si può fare anche al contrario.

Quando una persona che ha sempre avuto una buona energia interiore si ritrova a frequentare spesso un ambiente con energia inferiore, sembra che l’ambiente abbia cambiato l’energia nella persona. Ma questo non è del tutto vero. Di solito una persona abituata ad una buona energia e quindi ad una buona consapevolezza, quando si ritrova a lungo in ambienti con energia “bassa” comincia a dubitare della propria consapevolezza, si lascia andare, prende modi di fare diversi e si adegua al comportamento scorretto delle persone che ha intorno e così la mente adegua anche l’energia che i chakra possono assorbire.

Infatti ci sono persone che, pur dovendo interagire con energie basse, non le accumulano dentro di sé. Significa che non si sono lasciate influenzare mentalmente dall’ambiente circostante ed hanno mantenuto integra la loro consapevolezza di esseri divini.

Quindi i chakra sono ruote che assorbono energia dall’esterno, scegliendo quella più affine a quella già accumulata all’interno.

Ecco perché bisognerebbe mantenere sempre uno stato di consapevolezza ed una condotta che rispecchi la “via della correttezza mentale o consapevolezza”.

Ma poi, che cosa è che fa cambiare la nostra consapevolezza in meglio? Spesso è una “molla” che scatta nel momento giusto della nostra vita, altre volte è una ricerca interiore che dona una pulsione verso la “verità”, ma altre volte è un percorso che la nostra Anima ci porta ad effettuare anche senza che noi ce ne accorgiamo.

I nostri chakra sono solo quei “filtri” che portano internamente ciò in cui noi crediamo.

Inoltre nella medicina tradizionale tibetana i chakra su cui si lavora sono solo cinque.

Sono gli unici che veramente servono per la guarigione interiore, sia psichica che fisica, ovverosia psicofisica, ed ognuno di essi corrisponde anche ad una energia, ad un colore, ad un organo cavo, ad un organo pieno, ad un difetto mentale, ad una qualità etc.

Quando si effettua la meditazione di autotrattamento della medicina tradizionale tibetana, si visualizzano i chakra come dei fiori di loro, su cui sorgono le energie viste come Maestri energetici che riequilibrano ognuno l’energia a cui è predisposto dentro la persona, riportando lo stato di benessere e infondendo la capacità di autoguarigione insita in ogni uomo.

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Chakra utilizzati in Reiki

Nel nostro gruppo riservato agli allievi di Reiki effettuiamo ogni settimana questa meditazione di autotrattamento in diretta su Facebook, per essere certi che tutti i nostri allievi possano cominciare a portare queste conoscenze dentro di se, partecipando attivamente, lavorando con queste energie per allontanare tutti quei malesseri dovuti alle “energie basse” che portano scompiglio nel nostro apparato energetico.

Inoltre è molto importante capire dove va la mente e come fare ad indirizzarla verso la giusta consapevolezza.

Nel buddhismo tibetano si è certi che un continuo sforzo di volontà, compiuto durante la giornata., durante ogni giornata, possa portare alla conoscenza di come lavora la nostra mente e su questa base poter cominciare a dirigere la nostra mente dove desideriamo noi, invece che essere portati da lei senza una meta precisa.

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La nostra Master Reiki e insegnante di filosofia buddhista Umai Tenzin Dolma ogni mattina alle 7,00 (escluso la domenica) sulla pagina Luoghi di Luce, legata alla scuola D.A.S.P. effettua meditazioni per allenare la mente alla consapevolezza, che sono aperte a tutti e a chiunque voglia provare a seguire queste brevi meditazioni di circa 10 minuti, per iniziare la giornata nel migliore dei modi.

Questo sicuramente aiuta i Chakra a sintonizzarsi sulle energie più alte, a portare pace, serenità e benessere nel nostro corpo eterico e a filtrare le energie negative in ogni ambiente in cui ci si dovesse trovare.

Umai Tenzin Dolma ha lavorato per più di 15 anni con i Lama Medici Tibetani, imparando il Reiki tibetano e le forme di autotrattamento, di guarigione e l’ayurveda, il Mantra Healing, la riflessologia e molto altro ancora.

Oggi lavora presso la A.D.S. – D.A.S.P. Scuola Professionale discipline olistiche come insegnante, promuovendo soprattutto le discipline derivanti dalla tradizione olistica tibetana