Yule – festività pagana del solstizio

(prosegue)….

Le lunghe giornate invernali cominciavano a diventare più corte, sempre più corte e la gioia ed il calore si riappropriavano del cuore di ognuno.

E molti erano i rituali del tempo, ma uno ancora resta nell’alto trentino, si proprio nelle regioni germaniche che più ci sono vicine resta un bellissimo rituale che ha molto da dire su quella bellissima festività.

Alla sera del 17 (qualche sera prima del solstizio), quando il Sole si trova nel menhir precedente alla porta (in pratica nel gioco del calcio la chiameremmo “Palo”), gli uomini della famiglia uscivano per effettuare un “lavoro” speciale.

E poco dopo si presentavano alla portan di casa e bussavano:

“chi è?” chiedevano le donne restate all’interno

“è il ceppo di Yule” rispondevano gli uomini da fuori

Quindi le donne aprivano e gli uomini portavano all’interno della casa un grande ceppo di legno, da posizionare sul camino già acceso.

Quel ceppo doveva durare per sette/otto giorni sul camino ed alla fine, dalle sue ceneri veniva estratta una predizione per l’anno successivo.

Anche i Romani avevano un rituale simile, ma lo chiamavano diversamente. E alla fine dei festeggiamenti per il solstizio lo picchiavano con un ferro: a seconda delle scintille che faceva si avevano predizioni per il nuovo anno.

E da Stonehenge abbiamo anche un altro rituale.

Vicino al sito che tutti conoscono, è stato ritrovato un altro sito, questa volta più semplice, formato da case che sembra venissero utilizzate solo nel periodo del solstizio, dove sicuramente tutti coloro che venivano da lontano per la festività, potevano soggiornare.

Ma durante la festività, i rituali richiedevano che si facesse Luce dentro di se. La luce della Luna doveva essere una luce di purificazione e di cambiamento.

Il sole stava vincendo sulla Luna la quale si ritira in meditazione sulle montagne del Cielo e cerca di migliorarsi, di essere ancora più di aiuto agli uomini di quanto già lo sia.

Quindi queste lune, dodici, che mancano alla prossima festività di Yule, devono aiutare l’uomo a diventare migliore, a percorrere la Via sacra o la via profana a seconda del proprio grado di spiritualità.

Per questo c’è il rituale delle 12 lune in cui, dal 27 (inizio delle fine della festività) si effettuano 12 serate in cui si dedica una particolare frase di crescita personale alla luna di ogni mese, vista sotto la forma del mese stesso e che è una Via iniziatica, così come diventa una Via iniziatica il ritorno verso casa, spesso lungo e faticoso.

Oggi andiamo a fare i percorsi Sacri, allora facevano il percorso da casa al luogo di culto, che spesso era veramente lontano. Il camminare in solitaria porta con se la capacità di riflettere sulla propria vita, sulle proprie scelte e su ciò che si desidera cambiare di se stessi.

Questo percorso è descritto nel libro “Le dodici Lune” che trovate qui, e che è una guida semplice e chiara per un viaggio iniziatico che dura 12 mesi.

Daniela Spachtholz, ricercatrice spirituale da sempre, ed autrice del libro, nonché docente e direttrice didattica della Accademia D.A.S.P.

 

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