AVENA: un cibo dimenticato

Avena proprietà e benefici

L’AVENA è conosciuta già 4000 anni fa nelle regioni dell’Asia centrale e nelle regioni settentrionali dell’Europa, ma si trattava allora, di avena selvatica.

Per ritrovare l’avena coltivata dobbiamo arrivare alle soglie del Cristianesimo, e scopriamo che 9n Europa settentrionale l’avena viene utilizzata e coltivata. Ha bisogno di molta umidità, seconda solo al riso, per cui le regioni settentrionali sono quelle in cui meglio la pianta si adatta.

Il grosso problema che l’involucro del chicco sia così resistente, porta difficoltà nell’uso del prodotto e la scarsa capacità di conservazione fa sì che in molti Paesi l’avena venga utilizzata per moltissimo tempo solo come alimento per gli animali.

Oggi con i mezzi meccanici a disposizione, sembra essere più facile la mondatura, anche se, effettivamente il prodotto completo rileva delle proprietà nutritive che portano a riconsiderare questo alimento nella nostra dieta.

Lo troviamo per lo più in fiocchi (i fiocchi di avena per la colazione della mattina) o in farine finissime per la preparazione di biscotti ed altri preparati da forno.

Questo cereale insieme ad altri cereali definiti “minori” viene lavorato oggi per chi desidera una sana alimentazione.

È una ricca fonte di benessere, in quanto da ottimi risultati in caso di depressione, nervosismo, insonnia, esaurimento fisico e mentale.

Nella naturopatia viene consigliato contro lo stress, l’impotenza, per sostenere il fisico durante l’allattamento,  per dare tono fisico e mentale a studenti e sportivi.

Nelle creme, già da molti anni si utilizza per lenire le irritazioni della pelle, o per le pelli troppo sensibili.

 

Anche se lavorata, l’avena mantiene nel suo chicco il germe e la crusca, dove si trovano le sostanze nutriente più significative.

Nell’avena si trova il BETAGLUCANO che è una fibra solubile che, una volta depositatasi nell’intestino, cattura ed intrappola il colesterolo che proviene dall’alimentazione e lo trasporta con se fuori dal corpo.

Si rivela quindi un anticolesterolemico adatto a tutti.

I chicchi

Contengono circa il 70% di amido e carboidrati ed un 14% di proteine con un 7% di grassi con una buona percentuale di lecitina.

Sono presenti nell’0avena anche vitamine del gruppo B , acido pantotenico, enzimi, calcio e fosforo, oligoelementi e l’avenina, un alcaloide con effetti tonificanti, energetici e riequilibranti del sistema nervoso.

Data bla sua digeribilità è indicata per i convalescenti e per chi soffre di gastrite.

L’avena è consigliata a chi soffre di problemi di fegato, intestino, apparato nervoso e apparato cardiaco (per la sua capacità di diminuire il colesterolo).

In Scozia la conoscono ed apprezzano da moltissimo tempo. Il Porridge è infatti un alimento a base di avena.

Ottima per addensare piatti troppo liquidi, per fare biscotti particolari e la farina rende più gustoso il pane fatto in casa.

Fa bene a tutti in qualsiasi momento della vita, perché ricca di vitamine del gruppo B, di ferro, di zinco, magnesio, proteine e soprattutto acidi grassi polinsaturi che contrastano il colesterolo cattivo.

Le fibre di cui è ricca favoriscono il naturale benessere della flora intestinale. Ricordiamoci che la flora intestinale ha bisogno di fibre per svolgere al meglio il proprio lavoro.

Spesso noi naturopati consigliamo di assumere alcuni integratori perché sono ricchi di fibre e possono ripristinare la flora intestinale un po’ spenta.

Sappiamo bene che gli integratori vanno somministrati solo in modo saltuario e solo se non si possono assumere gli stessi ingredienti con una sana alimentazione.

Quindi perché non consigliare ai nostri clienti che hanno problemi di stitichezza, di insonnia, di stanchezza cronica, di cambiare la loro alimentazione assumendo un po’ di avena durante il giorno, magari per colazione sotto forma di fiocchi oppure a cena con prodotti a base di avena.

L’avena sembra poter essere un alimento anche per celiaci, ma ancora la cosa è dibattuta in quanto alcune delle sue componenti (glutammina e prolina) portano a pensare che invece non sia da tutti ben accetta, o anche per la fase di produzione e di lavorazione che può determinare la contaminazione con altri cereali contenenti glutine.

Quindi per il momento, finché le istituzioni sanitarie non si pronunceranno in merito, meglio esimersi dal consigliare l’avena ai celiaci, mentre per tutti gli altri può essere un alimento che fa la differenza.

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