INIZIAZIONE una parola di cui si è perso il significato

iniziazione

Oggi quando si parla di “iniziazione” la gente ha quasi paura di anche solo di sentire questa parola.

La si associa alle sette massoniche, alle pratiche “oscure” e a qualche cosa di preoccupante, di cui aver paura.

Questo è il risultato di secoli di ignoranza e di terrore provocato dalle istituzioni che dovevano cancellare ogni pratica primordiale che univa l’uomo alla natura.

Ma “iniziazione” deriva da “iniziare”, “inizio”, “nuova vita”.

Certo che una nuova vita, magari all’insegna della libertà personale ha sempre fatto paura a chi invece voleva tenere in pugno la popolazione.

Ecco perché siamo arrivati ad un tempo in cui anche solo una parola che significa “qualche cosa di nuovo” arriva a fare paura, così come tutto ciò che ricorda il femmineo, basti pensare alla parola “sinistro”,

Iniziazione quindi significa soltanto: nuovo inizio, nuova vita, essere pronti ad iniziare un nuovo percorso personale.

Quando in Reiki si effettua quella che oggi viene chiamata “armonizzazione”, in realtà oltre ad essere effettivamente una armonizzazione dei chakra, è anche una vera e propria iniziazione, in quanto è l’inizio di un percorso personale che si affaccia alla guarigione propria ed altrui.

In Reiki Usui esistono tre iniziazioni, a seconda del percorso effettuato dall’allievo Reikista, proprio perché ad ogni steep è pronto ad iniziare una nuova Via, un nuovo pezzo di percorso, ed è giusto che venga chiamata INIZIAZIONE.

Ma nei popoli antichi, ed ancora oggi nelle tribù o nei gruppi che riescono a mantenere la propria integrità, la parola “iniziazione” è una parola importantissima, così come lo è l’atto stesso della consacrazione della persona che la riceve per iniziare un nuovo percorso in seno alla comunità e soprattutto l’accettazione della società stessa della sua maturazione interiore ed esteriore.

Anche fra le tribù dei pellerossa, fino a circa due secoli fa, esistevano pratiche di iniziazione che erano ne più ne meno che il dimostrare davanti alla tribù stessa che si era pronti per diventare cacciatori, oppure che si era superata l’età adolescenziale e si era diventati uomini, o qualsiasi altro gradino della propria vita era scandito dalle iniziazioni davanti al proprio popolo.

La vita in ogni popolo era scandita da dei gradini più o meno importanti che dimostravano inconfutabilmente davanti a tutta la propria gente, la crescita psicologica e fisica dell’individuo ed il riconoscimento delle proprie capacità.

Noi abbiamo perso tutto questo e ci ritroviamo spesso ad essere persone che non sanno le proprie capacità e soprattutto che non hanno la capacità di provare a se stesse e agli altri la propria crescita interiore e fisica.

Così non maturiamo mai, la vita si è allungata e nessuno si rende conto se è ancora adolescente oppure se è già diventato adulto. Chi lo determina? In quale giorno sei diventato adulto ed hai lasciato indietro l’adolescenza?

Non si sa. Nessuno di noi lo sa.

Forse nel mondo di oggi sono gli esami scolastici o le pagelle che determinano se siamo cresciuti? Se i nostri figli sono diventati uomini o meno, lo dobbiamo leggere dalle parole di un insegnante che, spesso, nemmeno lui sa che cosa significa redigere il commento su un ragazzo che potrebbe anche essere fatale per il suo subcosciente e che quindi gli cambierà la vita?

Ricordiamoci Einstein, del quale l’insegnate di matematica nella scuola in Germania disse che non era in grado di comprendere la matematica. Fortuna per lui che si trasferì in Svizzera e trovò un altro insegnante. Ma per tutti coloro che restarono in Germania?

Diciamo che le iniziazioni, oltre che dallo stato, derivano anche dalle istituzioni religiose. Ma se tutti ad una certa età devono fare la stessa cerimonia, significa che non vi è merito personale, ma solo un fattore di anno di nascita. Siamo quindi tutti soldatini di piombo uguali senza alcuna caratteristica diversa l’uno dall’altro?

Ecco perché chi si interessa alla natura, alla crescita naturale di se stesso ed alla crescita spirituale, ormai si avvicina sempre più spesso alle iniziazioni.

Ha desiderio di comprendere se è diventato realmente ciò che l’iniziazione richiede, non è uguale per tutti, e non è determinata da una sola persona che può aiutarti a crescere oppure rovinarti per sempre.

L’iniziazione dipende da te, dipende dal soggetto stesso. Se è in grado di effettuare quel rituale significa che è passato dalla vita di prima a quel NUOVO INIZIO così importante per capire chi siamo e a che punto siamo della nostra vita. Solo in questo modo possiamo viverla a pieno, senza lasciarla sfuggire come una piena di un fiume che passa in un attimo e poi non si vede più

Togliere la capacità all’individuo di sentirsi unico e diverso da ogni altro è una barbarie che deve finire, è il concepimento di una vita piatta, inquadrata ed uguale per tutti: nasci, vai all’asilo, poi a scuola, poi lavori, poi se ti va bene vai in pensione e poi lasci questa valle di lacrime senza aver vissuto un solo istante della tua vera vita.

Sono in tanti adesso che hanno bisogno di sentire sulla pelle la propria unicità, il fatto di essere persone valide e riconosciute, non per un titolo o per uno status sociale, ma per le proprie vere capacità intrinseche.

Per quei famosi “talenti” che ci sono stati donati al momento in cui siamo venuti al mondo e che siamo venuti a far fruttare perché quando ritorneremo da chi ce li ha donati potrebbe chiederci quanto siamo riusciti a farli moltiplicare, e la cosa peggiore sarà quella di capire di esserci dimenticati di averli in tasca.

Tenzin Dolma, insegnante di Filosofia orientale, Master REIKI Usui e Reiki di Lemuria.

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