la tipologia del FOSFOFLUORICO

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In naturopatia la più importante differenziazione che si effettua è proprio la tipologia fisica della persona in quanto si pensa che la differenza di costituzione possa influire sullo stato totale psyche/fisicità/energia della persona.

In effetti se guardiamo un “carbonico” di cui abbiamo parlato approfonditamente qualche lezione fa, possiamo notare una costituzione robusta con un apparato gastrico idoneo ad assimilare ogni tipo di cibo, nonostante poi possa cadere in problematiche che sono proprio dovute al suo stile di vita ed alla sua capacità innata iniziale di assimilare praticamente tutto.

Per quanto riguarda il tipo “carbonico” si può consigliare un certo tipo di alimentazione e un certo tipo di stile di vita, ma la morfologia umana non è tutta uguale.

Abbiamo altri due (o tre) tipologie morfologiche da tenere in considerazione.

Una di queste è la tipologia del “fosfofluorico” che in effetti sono due tipologie in una: il fosforico ed il fluorico, ed è quella che prenderemo in esame in questa occasione.

Di norma le due tipologie vengono assimilate perché si assomigliano così tanto da sembrare una sola, pur avendo alcune caratteristiche diverse.

Essere in grado di capire che tipologia di persona ha davanti è di importanza vitale per un naturopata professionista, proprio perché ad ogni tipologia corrisponde una capacità di assimilazione dei cibi, una energia diversa da “spendere” durante la giornata e soprattutto delle caratteristiche di forze e debolezze fisiche differenti proprio per la capacità o meno di utilizzare al meglio quel “laboratorio chimico” che è la cellula che compone l’organismo.

Ecco, quindi, che non potremo consigliare gli stessi cibi a tutti, e nemmeno la stessa tipologia di movimento/ginnastica, le stesse posture e così via.

La ricerca della tipologia costituzionale di ognuno è la base per ottenere i migliori risultati e proporsi come professionista effettivo e valido di cui tutti consiglieranno i servigi.

Sembra infatti che la struttura esterna del corpo la dica lunga sulla struttura interna, sull’energia e sulla capacità di immagazzinamento dei vari nutrienti, nonché della digestione (base per l’immagazzinamento) e della capacità di emissione di energia.

Le similitudini in questo campo sono innumerevoli e, come nell’omeopatia (che pur avendo molte similitudini con la naturopatia è al di fuori del nostro campo) e come nella floriterapia, la fisiognomica (ovvero ciò che chiamiamo anche  le “segnature”)  sono alla base di ogni buona riuscita del percorso.

Ecco perché giovedi 7 luglio alle ore 21,00 approfondiremo il tema proprio della tipologia del “fosfofluorico” con i nostri allievi di NATUROPATYIA.

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