Parliamo di spezie: La CURCUMA

Curcuma - spezie in cucina

Una delle spezie di cui possiamo avere riferimenti certi già dall’antichità è la CURCUMA citata non solo in noti libri ayurvedici, ma addirittura nella Bibbia ed esattamente nel nuovo testamento.

Infatti i tre Re Magi portarono a Gesù appena nato tre doni: l’incenso, che si regalava ai re come riconoscimento della loro ”presa di potere attraverso l’incoronazione”, la Mirra che veniva utilizzata per l’imbalsamazione, per cui destinata solo a grandi personaggi e l’oro che in realtà non era il metallo prezioso di cui tutti oggi conosciamo il valore, ma era una spezia di colore dorato e che veniva definita l’oro del benessere: la curcuma.

Nell’ayurveda (o scienza del benessere)si parla sovente di utilizzo della curcuma in cucina, soprattutto nelle preparazioni di miscele di spezie anche perché si è sempre pensato che il potere della curcumina, ossia il principio attivo della spezia, si attivasse solo in presenza della capsicina rilasciata dal peperoncino e dal pepe.

Invece l’Ayurveda, se letto con attenzione, ci spiega che il principio attivo è efficace anche solo con l’innalzamento della temperatura o con una sostanza grassa come l’olio o il burro.

Infatti nel famosissimo “golden Milk” troviamo latte (che può essere sostituito da latte di riso o di soia), curcuma, miele e un filo di olio di cocco.

Molti, proprio perché pensano che sia il pepe ad attivare la curcumina, lo aggiungono all’impasto della base della bevanda, quando invece l’ayurveda originale non ne fa menzione.

Ma la curcuma quali benefici apporta alla persona?

Lo chiediamo all’esperta di spezie Tzerin Korlo che dona la sua esperienza alla Accademia D.A.S.P.

“La curcuma è un ottimo depurativo e credo che questo fosse il suo beneficio più tenuto in considerazione in un’epoca dove la depurazione dell’organismo poteva avvenire solo attraverso le spezie o il digiuno.

Depurare l’organismo, soprattutto il fegato, riducendo di conseguenza i disturbi gastrici dovuti a cibi poco cotti o non freschi soprattutto nei mesi estivi, dove non esistevano frigoriferi o modalità di conservazione adeguate, significava poter vivere più a lungo e nel migliore dei modi.

Inoltre si scoprì presto che la curcuma portava beneficio al sistema cardiovascolare. Oggi possiamo dire che riduce il colesterolo, previene gli infarti, ed altre patologie cardiocircolatorie, ma allora potevano solo constatare che chi assumeva la curcuma aveva vita più lunga e senza problemi di salute.

Con i mezzi odierni sappiamo che aiuta il sistema immunitario a difendersi egregiamente da virus e batteri, che ha effetto antinfiammatorio soprattutto sulle articolazioni, che è un antidolorifico ed antitumorale. Nei secoli passati, se non nei millenni, potevano solo comprendere che chi assumeva almeno un cucchiaino di curcuma al giorno aveva dei benefici a lunga durata.

Ma attenzione a non superare le dosi, in quanto ogni cosa, seppure benefica, a grandi dosi diventa negativa e può causare danni anziché essere di giovamento.

Infatti l’Ayurveda ci dice che la dose consigliata giornaliera è di 3/5 grammi a persona e non di più.

Per chi conosce i Dosha, possiamo dire che la curcuma è una delle pochissime spezie che va benissimo per tutti e tre le tipologie di costituzione in quanto abbassa Kapha e Vata ed è neutra per Pitta.”

Nelle spiegazioni dei due corsi, sia quello di Spezie che quello di Ayurveda indiano, vi sono inserite le qualità della spezia e alcune ricette per l’utilizzo.

Un ottima ricetta, oltre il Golden Milk è il pane alla curcuma, oppure l’aggiunta di curcuma al risotto, oltre allo zafferano e tanti altri utilizzi creativi che portano questa spezia ad essere sulla nostra tavola quotidianamente.

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