FENG SHUI: Iniziare una attività professionale parte 2

come ci si rivolge alle ditte come professionista privato

Un professionista di bio-architettura si può rivolgere, oltre che ai privati, anche ad aziende che abbiano una catena di negozi o di ristoranti.

Proprio perché questa speciale tecnica se ben conosciuta può portare la gente ad entrare, soffermarsi su alcuni particolari punti del negozio, dove ci sono i prodotti che si vogliono pubblicizzare di più e ad acquistare, pagando velocemente ed uscire.

Questo è un ottimo sistema adottato da molte catene di negozi per poter guadagnare di più e velocemente.

Lo stesso sistema, opportunamente modificato, viene utilizzato nei ristoranti self-service: dal di fuori si è invogliati ad entrare, ed una volta entrato si lascia tutto il tempo necessario per scegliere (ovviamente mettendo in risalto i cibi che si vogliono vendere quel giorno) e poi i tavolini per mangiare sono posti in modo che si pranzi in fretta e si desideri uscire. In questo modo si lascia spazio ai nuovi avventori.

Le grandi aziende, come le piccole, spesso si avvalgono di professionisti esterni ed è qui che entra in gioco la possibilità del professionista che desidera lavorare con le aziende.

Per quanto riguarda aziende già aperte da molto tempo, come “Autogrill” ad esempio, che oltre che avere dei veri e propri autogrill sulle autostrade, hanno aperto anche spazi di ristoranti self-service in grandi città, sicuramente il team di architetti bioenergetici li hanno già.

Ma presentarsi come professionista ad aziende che stanno nascendo, oppure che sono in via di espansione, sarebbe un passo geniale per un professionista che desidera potenziare il proprio portafogli clienti.

Nel corso di Feng Shui si imparano quali sono le energie e come si muovono a seconda dei punti cardinali a cui sono rivolte, perciò il nostro bio-architetto dovrà capire, innanzi tutto quali sono le esigenze del suo cliente/ditta, a quale clientela si rivolge e cosa desidera ottenere.

Facciamo un esempio guardando i ristoranti self service di grandi catene:

le vetrine sono grandi e permettono di guardare l’interno, mentre, nello stesso tempo lo spazio interno sembra essere accogliente e quasi riservato e questo invoglia ad entrare.

Si entra direttamente nello spazio dove si sceglie il cibo:

lo spazio dove si entra non è ben visibile dall’esterno = privacy

prima i vassoi e le posate ed i bicchieri = tempo per prepararsi psicologicamente al cibo e nel frattempo non perdere tempo.

poi il contenitore del pane (che si acquista a prescindere, perché ancora non sai cosa mangerai e se ne avrai bisogno, e quindi è un buon modo per farlo acquistare sempre.

poi il cibo ben disposto su bancali centrali (insalate e verdure) e su un banco di fronte all’entrata i piatti più importanti. Questo perché l’occhio è portato a guardare avanti e quindi a scegliere quasi subito i patiti più costosi. Spesso si riscontra che le persone prima scelgano il secondo e poi tornino leggermente sui propri passi per scegliere le verdure che costano meno, e se non sono sul vassoio questo rimane vuoto e da l’impressione di aver comprato poco cibo, per cui qualcuno, avendo già superato lo spazio delle verdure, sceglie due secondi.

In questo modo i secondi, che sono il piatto che più si desidera vendere, finiscono per primi. Chi arriva in ritardo troverà solo verdure e, in mancanza d’altro accetterà anche più piatti di sole verdure, pur di mangiare.

Poi si paga: le casse di solito sono due per sveltire il pagamento, ed i tapis roulant che ci sono prima della cassa sono lunghi per dare modo di appoggiare il vassoio a più persone alla volta. Stranamente, superata la cassa, quindi effettuato il pagamento, lo spazio diventa talmente limitato che si tende ad appoggiare portafoglio e resto sul vassoio per andare al tavolo dove si sistemeranno velocemente anche il resto nel portafogli e questo nella tasca o nella borsa, poi si inizierà a mangiare. Ecco che lo spazio del pagamento è stato velocizzato.

Poi i tavolini che sono verdi (colore del “moto” vento, velocità) non sono molto grandi, spesso sono al massimo per due persone, altrimenti ci sono i banconi lunghi con sedili alti per gruppi di più persone.

Il tavolino piccolo sembra dirti: sei qui da solo, mangia ed esci fra la gente…. Inoltre il colore verde dà l’idea di dover fare veloce, quindi si mangia velocemente e si esce: in questo modo si lascia lo spazio a chi arriverà dopo.

Ecco, quindi spiegato, come un professionista della bio-architettura deve muoversi in questo tipo di mondo.

Per farsi strada dovrà essere attento alle nuove aziende che sorgono, ai nuovi brand che aprono in più città, oppure presentare la propria candidatura a più marchi possibili, così che possa ottenere un nutrito “portafoglio clienti”

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