Webinar – Radiestesia e l’interazione delle pietre

I pendolini in pietra sono bellissimi.

Quando si guardano nel negozio, tutti belli infilati nel loro espositore sembrano uno più bello dell’altro, spesso non si sa cosa scegliere. L’imbarazzo della scelta è enorme.

Ma basterebbe conoscere la vera natura delle energie e della loro interazione per scremare già subito alcuni di quegli interrogativi e parte di quell’imbarazzo della scelta.

Sapere di quale energia facciamo parte e capire che l’interazione con la pietra del pendolo è importante è già un primo passo.

Per gli inesperti, coloro che si stanno approcciando adesso alla tecnica, il primo consiglio dell’esperto è quello di scegliere innanzitutto un pendolino molto leggero.

Perchè?

Semplicemente perché è il più sensibile a tutte le piccole vibrazioni del muscolo che deve portare l’informazione allo strumento. Pensare a quale stimolo forte deve ricevere un pendolino molto pesante per muoversi.

Facilmente questi pendolini vengono mossi dalla volontà dell’operatore che ne pretende una risposta forzata, ma spesso questa non è la risposta giusta.

Ecco perché è meglio utilizzare un pendolo leggero, che sia di pietra o di metallo, ma leggero in modo tale che possa recepire ogni più piccolo ed involontario movimento del muscolo e dare così una risposta vera e non forzata.

Anche il tipo di materiale è molto importante per l’interazione energetica tra strumento e l’operatore.

Ogni pietra, che sia un quarzo, un cristallo o una pietra dura, ha una sua proprietà e tende ad aiutare l’individuo verso il bilanciamento e quindi verso la guarigione energetica prima che fisica.

Bellissimi a vedersi i pendoli in quarzo, ma spesso troppo pesanti e sicuramente energeticamente poco propensi ad essere sintonizzati su energie che non siano quelle dell’ambiente in cui sono fisicamente. Pensiamo solo a quanto riescono a fare quando si effettua una seduta di cristalloterapia, portando da una pietra all’altra l’energia e inviandola al corpo.

Quindi la pietra non è uno strumento distaccato ed ininfluente ma interattivo con l’energia di chi lo utilizza e questo va tenuto sempre in considerazione.

Questo comporta che, per sua natura, la pietra cerca di stabilire un contatto con l’energia che ha vicino e se la trova distante dalla propria, cerca di riportarla sulla sua lunghezza d’onda. Purtroppo è la specificità della pietra che la porta ad agire in questo modo, e non può farne a meno. Sarebbe come chiedere ad una gazzella di comportarsi come un leone. Possiamo darle tutte le istruzioni che vogliamo, ma non potrà mai succedere.

Quindi se scegli di munirti di un pendolo di pietra dura, dovresti almeno verificare che le sue energie siano appropriate con le tue in modo tale che la pietra non abbia da sentirsi di dover lavorare sull’operatore anziché sulla persona a cui si effettua il test.

A tutti i presenti al webinar è stata inviata copia dei protocolli di cui si è discusso nell’incontro

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